Il dialogo tra musica acustica e elettronica

Da Berg a Nono alla scoperta del Novecento

di Armando Ianniello

 

Tonight,  at 9.15 p.m., in Sant’Agostino Church, the Irvine Arditti with Arditti Quartet together with Alvise Vidolin and Nicola Bernardini will propose a concert with live electronics, through the music of Berg and Nono.


Il Chigiana International Festival ospita l’Arditti Quartet nella serata in cui è previsto un programma ridotto se si osserva il numero di brani, ma allo stesso tempo denso per ciò che riguarda il peso storico delle composizioni. La linea perseguita è sempre quella del dialogo tra musica acustica e musica elettronica. Non a caso il programma prevede l’esecuzione della Lyrische Suite (1926) di Alban Berg, esponente della Seconda Scuola di Vienna assieme ad Arnold Schönberg e Anton Webern, e La lontananza nostalgica utopica futura di Luigi Nono, figura contemporanea di Stockhausen a cui è dedicata l’edizione Sounding Times del Festival.

L’opera di Berg si colloca in un momento particolare della sua attività compositiva; sono infatti gli anni in cui il compositore austriaco approda alla tecnica dodecafonica, anche se non tutto il brano è incentrato su tale modello in quanto si alternano sezioni composte sia secondo la linea collaudata da Schönberg, sia parti composte secondo le regole atonali. La Lyrische Suite è dedicata ad un altro compositore: Alexader von Zemlinksy. Di quest’ultimo Berg riprende titolo e divisione in sei movimenti della Lyrische Symphonie (1923).

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I sei movimenti sono caratterizzati da disegni melodici relativamente semplici e, nella loro successione, viene rispettata la teoria della Formenhlere che prevede l’alternanza di movimenti lenti con movimenti veloci. Questa regolarità viene espletata da Berg nella distinzione tra movimenti dispari e pari. Nei primi si assiste ad un progressivo aumento della componente ritmica: si parte infatti con l’Allegretto gioviale – I movimento per proseguire nel III movimento con un Allegro misterioso e terminare la sequenza del gruppo dispari con un Presto delirando – V movimento. II, IV e VI tempo della Lyrische Suite, invece, compiono un percorso inverso basato su un progressivo rallentamento del decorso musicale. Infatti le indicazioni riportate sono Andante amoroso, Adagio appassionato, Largo desolato.

La Lyrische Suite è l’opera in cui Berg riesce ad esprimere una propria drammaticità che, da elemento relativo ad una dimensione intima del compositore, diviene assoluto. I sei movimenti sono permeati di costrutti melodici i quali, pur composti secondo un’impegnativa schematizzazione dodecafonica, risultano accomunati da diversi richiami tematici, apparentemente casuali, ma che permettono all’ascoltatore di percepire la coesione motivica, caratteristica principale dell’opera.

Casuale, o forse no, sembra sia stato l’incontro tra Luigi Nono e il violinista Gidon Kremer da cui poi è nata La lontananza nostalgica utopica futura. Madrigale per più caminantes con Gidon Kremer. La composizione è scritta per violino solo e otto nastri magnetici ed è, nella cronologia delle opere di Nono, l’ultimo lavoro in cui è previsto l’utilizzo del live electronics. Sul palcoscenico verranno posti sei leggii attraverso i quali l’esecutore compirà un vero e proprio percorso di esplorazione dello spazio. La spazializzazione sonora è uno dei punti fissi della composizione, pertanto il ruolo del tecnico del suono, chiamato a manipolare volta per volta i materiali incisi sulle otto piste, risulta pari a quella dell’esecutore presente sul palcoscenico. Viene così a crearsi una dimensione di ascolto nella quale la non regolarità del percorso, visivo dell’esecutore e uditivo della regia sonora, giunge ad essere la caratteristica più suggestiva ed affascinante della composizione. La lontananza nostalgica utopica futura è basata sull’interazione tra soggetti che, nel perenne dialogare, generano un’opera sempre rinnovata, supportata anche dalla scelta di Luigi Nono nel non fissare tutti gli aspetti legati alla costruzione compositiva, ma concedendo la giusta libertà agli interpreti che diventano protagonisti di un qualcosa di irripetibile.

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Il concerto di stasera si pone all’interno del Chigiana International Festival come ulteriore momento di riflessione sull’interazione tra acustica ed elettronica. Le figure di Irvine Arditti, accompagnato dal suo quartetto, e di Alvise Vidolin con la classe di live electronics, offriranno al pubblico la possibilità di contemplare l’ascolto musicale attraverso la scoperta di nuove prospettive.

Prima del concerto, alle 18.30, presso il Santa Maria della Scala, ci sarà il lounge “Il suono dei Tempi: Luigi Nono: Camminar suonando” con Veniero Rizzardi.