Alla riscoperta di Giovanni Salviucci

di Lucia Strazzeri

Tonight at 21.15, at Palazzo Chigi Saracini, Chigiana will give another special appointment devoted to Giovanni Salviucci, considered (togheter with Luigi Dallapiccola and Gffredo Petrassi) one of the most important italian composers of early XX century. 


Stasera alle 21.15, nel Salone dei concerti di Palazzo Chigi Saracini, la Chigiana offre un altro evento speciale, dedicato a Giovanni Salviucci, unanimemente considerato (insieme a Luigi Dallapiccola e Goffredo Petrassi) uno dei più significativi compositori italiani dei primi anni del XX secolo.

Dopo Riccardo Brengola, il #ChigianaFest  ― il cui programma di quest’anno si annuncia particolarmente attento alla produzione musicale del nostro tempo ―  ricorda anche questo grande musicista dalla formazione eclettica, maturata al Conservatorio di Roma e con gli insegnamenti di Ernesto Boezi, maestro della Cappella Giulia. Emerge, infatti, nella sua musica un rigoroso contrappunto che si concilia ad uno slancio tardo romantico.

Nato a Roma nel 1907 e morto improvvisamente nel 1937, ad appena trent’anni di età, il compositore si rivela una figura interessante, tutta da riscoprire, anche alla luce della recente valorizzazione delle sue fonti d’archivio, custodite presso la Fondazione Cini di Venezia. Proprio nell’archivio veneziano, di recente è stato trovato l’inedito Quartetto per archi in do, eseguito stasera in prima assoluta dal complesso di fama internazionale Überbrettl Ensemble.

Sarà proprio l’Ensemble, tra i protagonisti indiscussi dell’edizione 2017 del Festival, ad omaggiare il maestro a ottantat’anni della sua morte. La compagine, nata dalla collaborazione con Peter Stein per la messa in scena del Pierrot Lunaire di Schönberg, è stata ospite presso i più rinomati Festival musicali europei e vanta un repertorio molto ampio che spazia dal classicismo viennese alla musica contemporanea, con una particolare attenzione al Novecento “storico”.

Di Salviucci, oltre l’inedito Quartetto, verranno eseguiti il Salmo LX per soprano e pianoforte del 1933, Pensiero nostalgico per violoncello e pianoforte del 1931 e i Sei pezzi per violino e pianoforte.

Una scelta singolare di pezzi che prevede anche l’esecuzione di brani legati a figure musicali di riferimento contemporanee a Salviucci: Luigi Dallapiccola, di cui ascolteremo la Tartiniana seconda per violino e pianoforte del 1956 e Goffredo Petrassi di cui verrà eseguito il Preludio, aria e finale per violoncello e pianoforte del 1933.

Anello di congiunzione delle vite dei tre musicisti é Alfredo Casella, nato a Torino nel 1883, che li coinvolse nella realtà musicale di quegli anni. Sarà proprio un pezzo del compositore torinese, le Tre canzoni trecentesche per soprano e pianoforte del 1923, a dare inizio all’omaggio.

A Casella si deve anche il contributo nel 1939 della fondazione de “Le Settimane Musicali Senesi” presso l’Accademia. A riguardo, significativa è la testimonianza del conte Guido Chigi Saracini che nelle sue Ricordanze  riporta:

Nella Estate 1928  […] avevo letto sul quotidiano « LaTribuna » che alla chiusura del V Festival della S.I.M.C. (Società Internazionale di Musiche Contemporanee) effettuatosi a Salisburgo, era stato deciso all’unanimità che il prossimo Festival si sarebbe dovuto tenere a Siena e tale inattesa notizia mi aveva, confesso, assai sorpreso, perché non riuscivo a immaginare la mia piccola, amata Città, non certo musicalissima…, sede di un convegno simile. A chi era venuta un’idea così balzana? L’attesa visita di Casella, da lui tanto premurosamente sollecitatami, mi chiarì l’arcano: Siena era stata, sì, all’unanimità scelta, a Salisburgo, quale sede del VI Festival della S.I.M.C., in particolare omaggio alla mia Istituzioni dei Concerti benefici, «Micat in Vertice» ed alla mia appassionata attività…d’impresario musicale, mi partecipò esultante Alfredo Casella, e di ciò non c’era affatto da meravigliarsi, ma rallegrarsi invece vivamente, egli aggiunse, con la sua solita imperturbabilità. Ed imperturbabile rimase alle mie dichiarazioni di quanto io fossi contrario e nemico di ogni modernità in Arte e specie per la Musica e per i così detti musicisti moderni, ch’io non sopportavo e per i quali provavo e provo tutt’ora, il più vivo disgusto, ritenendoli non Artisti, ma soltanto «farmacisti» cioè manipolatori di formule al di fuori di ogni ispirazione. […] Casella dissentendo completamente dalla mia convinzione che la mia Città non si adattasse ad una manifestazione del genere, proseguiva la sua dimostrazione spietata a convincermi della sua tesi […] la VI riunione della S.I.M.C sarebbe indubbiamente riuscita la più bella, la più importante fra quelle altrove organizzate fino ad allora dalla S.I.M.C. […] Dovevo riconoscere che la Settimana Musicale senese del 1928 riuscì pienamente quale Alfredo Casella la pensò e previde: una festa mondana e di eleganza, nella quale la mia cara Città si segnalò quale Ospite magnifica e signora.

Palazzo Chigi Saracini ospitò nel 1928 il VI Festival Internazionale per la Società Internazionale per la Musica Contemporanea. Nella foto, insieme al Conte, ci sono Edward Dent, presidente della Società, e Manuel De Falla.

Palazzo Chigi Saracini ospitò nel 1928 il VI Festival Internazionale per la Società Internazionale per la Musica Contemporanea. Nella foto, insieme al Conte, ci sono Edward Dent, presidente della Società, e Manuel De Falla.

Il concerto sarà preceduto dal Chigiana Lounge “Giovanni Salviucci. Il genio ritrovato” alle 19.00 presso il complesso museale Santa Maria della Scala. Un incontro con il pubblico curato da Stefano Jacoviello e presentato dal direttore artistico del Festival Nicola Sani in cui il critico musicale Giordano Montecchi insieme a Pierpaolo Maurizzi ci parlerà di un progetto volto a riscoprire la musica e la figura del compositore. Ospite d’eccezione sarà anche la figlia di Salviucci, Giovanna Marini, musicista, cantautrice, ed etnomusicologa di punta in Italia.