Bach e Kurtág secondo Kim Kashkashian

di Vera Vecchiarelli

Exactly one month after the opening concert of #SpaceinSound, Chigiana continues in the proposal of important musical events. Today we are invited to a recital for viola, with a great name of the international concert scene, Kim Kashkashian. Her viola will resonate at 21:15 in the picturesque setting of the church of St. Augustine.


A un mese esatto dall’inaugurazione di #SpaceinSound la Chigiana prosegue nella proposta di grandi eventi musicali. È oggi la volta di un récital solistico, con protagonista un grande nome del concertismo mondiale. La viola di Kim Kashkashian, da quest’anno docente dei corsi di alto perfezionamento dell’Accademia, risuonerà alle 21:15 nella suggestiva cornice della chiesa di Sant’Agostino.

Kim Kashkashian ha collaborato direttamente con alcuni tra i più grandi nomi della musica d’oggi, quali Krzysztof Penderecki, Alfred Schnittke, Giya Kancheli, Arvo Pärt e György Kurtág. È proprio intorno a quest’ultimo che ruota il programma di stasera: alcuni brani da Signs, Games and Messages si alterneranno con tre (BWV 1007, 1008, 1010) delle sei suite per violoncello di Johann Sebastian Bach nella trascrizione per viola.

Signs, Games and Messages è una sequenza di 24 brevi episodi musicali, rivelatori di omaggi, dediche, citazioni e autocitazioni, perfetta testimonianza della poetica del frammento tanto cara a Kurtág. L’opera era stata incisa già nel cd Kurtág & Ligeti: Music For Viola (2012, ecm Records), valso alla  Kashkashian il Grammy Award 2013 quale migliore cd strumentale solista di musica classica. In quel caso era accostata alla Sonata per viola (1991-94) di Ligeti: due compositori ungheresi, due composizioni del tardo Novecento (per Kurtág si arriva fino ai nostri giorni). La vicinanza spazio-temporale metteva in luce nuove sonorità e tecniche innovative della composizione e dell’esecuzione.

Oggi la stessa opera è abbinata ad alcune delle pagine più note di Bach. Composte tra il 1718 e il 1723, le Suites hanno una storia ricettiva particolare: relegate nel corso dei secoli a esercizi tecnici, solo recentemente – specialmente grazie alle storiche interpretazioni di Pablo Casals – sono state riabilitate al rango di capolavori.

Il salto temporale e stilistico è importante, i due repertori sono figli di mondi diversi: un altro “viaggio interstellare”. Eppure la scelta del programma – e gli amanti di Kurtág lo sannomuove da motivazioni ben precise, rivelatrici oltre ogni previsione di numerosi punti di contatto tra i due autori.

Avevamo già parlato di Bach a proposito del concerto dell’ensemble Cafè ZimmermannIn quell’occasione avevamo riflettuto sulla possibilità di attualizzare pagine di musica figlie di un’epoca lontana, barocche ma modernissime, in una parola senza tempo.

Lo stesso tema era emerso durante il Lounge introduttivo al concerto Shadow play (9 luglio), il primo degli omaggi a Kurtág di #SpaceinSound. Stefano Jacoviello ci aveva proposto (guarda caso) l’esecuzione di Bach da parte di György e Maria Kurtág, spiegando come non abbia davvero senso porre distinzioni tra generi e repertori: ogni musica è musica d’oggi, dal momento che è eseguita secondo una sensibilità figlia di un determinato periodo storico.

Il concerto di stasera segue la scia di quelle riflessioni, ma non solo. La produzione di Kurtág è profondamente intrecciata col nome di Bach, non soltanto per via di dediche esplicite, in opere quali Hommage a J. S. B; la vicinanza a Bach è tangibile soprattutto nelle citate trascrizioni di opere bachiane per pianoforte a quattro mani, eseguite in varie occasioni insieme alla moglie Maria.

È prendendo spunto dai loro programmi concertistici, abitualmente costruiti sull’alternanza di opere di Kurtág con le sue trascrizioni pianistiche di Bach, che è nata in Kim Kashkashian l’idea di un simile abbinamento. In tal senso il concerto diviene un omaggio a Kurtág e al suo particolare universo sonoro, inserendosi perfettamente nelle celebrazioni per il suo novantesimo compleanno dislocate in vari appuntamenti del Festival chigiano.

Il récital di Kim Kashkashian prosegue dunque il percorso inaugurato il 9 luglio scorso con Shadow play e che continuerà il 20 agosto con il grande evento Costellazione K (ore 21:15, Teatro dei Rozzi), una produzione Accademia Chigiana con musiche di Kurtág e prime assolute di Ablinger, Eötvös, Hosokawa, Ligeti, Sáry, Skempton.

Appuntamento stasera alle 21:15, nella Chiesa di S. Agostino, con il concerto di Kim Kashkashian. Prima del concerto, alle 19:00, il Chigiana Lounge “Bach-Kurtág. Il pensiero della viola” con Stefano Jacoviello e Sandro Cappelletto. 

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