Bach riprende vita in Brasile

Il violoncellista Antonio Meneses esegue per il pubblico del Chigiana International Festival le Suite per violoncello solo di Bach facendole dialogare con la sua terra.

di Alma Mileto

Tonight and tomorrow night, at 9.15 p.m, the famous cellist Antonio Meneses will play in Palazzo Chigi Saracini the six Suites for solo cello of J.S. Bach, alternating them with music of Brazilian composers Miranda, Almeida Prado, Rezende, Nobre, Krieger and Padilha.


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Questa sera e domani sera, alle 21.15, il famoso violoncellista Antonio Meneses eseguirà a Palazzo Chigi Saracini le sei Suites per violoncello solo di J.S. Bach, alternandole alle musiche dei compositori brasiliani Miranda, Almeida Prado, Rezende, Nobre, Krieger e Padilha.

Antonio Meneses è uno storico frequentatore dell’Accademia Chigiana, dove ha affiancato alla sua attività di concertista quella di docente la prima volta nel 1997, per poi riprendere l’insegnamento dal 2002.

Brasiliano di Recife (1957), da anni conduce una ricerca in campo musicale sulla sua terra di origine. Vincitore nel ‘77 del Concorso Internazionale di Monaco e nell’82 del primo premio e della medaglia d’oro al Concorso Čajkovskij di Mosca, ha collaborato con le maggiori orchestre del mondo. Da sempre si dedica parallelamente anche alla musica da camera (Vermeer Quartet, Amati Quartet, Quartetto David) ed è stato il violoncellista del Beux Arts Trio dal ’98 al 2008. Oltre a tenere numerose Masterclass nel mondo, è docente di violoncello alla Bern’s Hochschule der Künste.

Come testimonia la sua discografia, una delle sue passioni è J.S. Bach: ha registrato per la Nippon Phonogram le sei celebri Suites per violoncello solo che ascolteremo stasera e, più recentemente, si è dedicato alla produzione del figlio del compositore tedesco registrando con la Munich Chamber Orchestra i tre Concerti di C.P.E. Bach.

Le Suites per violoncello solo sono state composte da Bach (1685-1750) tra il 1717 e il 1723, quando il compositore era Kappelmeister alla corte di Köthen. L’opera è costruita come un unico corpo di brani con una sua coerenza interna da principio a fine. Ciascuna Suites – divisa in cinque movimenti tra cui il primo, il Preludio, dà l’impronta tematica e il carattere stilistico dell’intero pezzo – presenta quello che in musica può essere definito un “contrappunto melodizzato”, una polifonia che si fa latente nel movimento orizzontale delle voci che si incrociano e degli arpeggi (più che accordi verticali) sullo spartito. Il compositore tedesco nobilitò il violoncello, concepito sino ad allora unicamente come strumento di accompagnamento,  attribuendogli una parte da solista.

Nell’800 Schumann mise in risalto l’opera bachiana componendo per quest’ultima un accompagnamento per pianoforte, ma è l’attività filologica e divulgativa del compositore e violoncellista spagnolo Pau Casals ad averla fatta brillare nel secolo scorso conducendola fino ai nostri giorni, “opera parlante” ancora in grado di comunicarci qualcosa. Radicalmente contro chi sostiene che la partitura bachiana non presenti indicazioni dinamiche poiché va eseguita in modo piatto e povero di espressione, Casals afferma che « Lui, Bach – Herr Professor –, ha ogni tipo di sentimento: d’amore, tragico, drammatico, poetico (…). Come entra nel profondo di noi stessi! Cerchiamo quel Bach!». È esattamente questo proposito di ricerca che raccoglie Antonio Meneses – ospite regolare del Festival “Palblo Casals” a Porto Rico – mettendo in dialogo le Suites con le opere di compositori brasiliani contemporanei.

Questa volta, a risuonare tra loro non sono solo i tempi (#SoundingTimes). Scintillano incontrandosi anche luoghi e culture geograficamente distanti, nella concezione di una temporalità indissolubilmente legata agli spazi in cui prende vita.

Tutto è contenuto nel titolo scelto dall’artista con il Direttore Artistico del Festival Nicola Sani, Bach to Brasil. Un gioco di parole che incarna il desiderio di sperimentazione del #ChigianaFest: un ritorno indietro nel tempo dalla musica contemporanea brasiliana all’opera bachiana (‘bach’-‘back’), ma anche l’opera bachiana che si muove nello spazio del globo fino ad arrivare in Brasile (Bach ‘to’ Brasil), respirando nuovi profumi e compromettendosi restando viva.

Così, le sei Suites si incrociano con la scrittura dei compositori brasiliani del ‘900, caratterizzata da sonorità talvolta stranianti e tal altra sorprendentemente aderenti al contrappunto settecentesco. Stasera l’incontro avverrà con Etius Melos (prima assoluta) di Miranda, i cui brani sono stati eseguiti anche al Queen Elizabeth Hall e al Mozarteum; con Praeambulum di Almeida Prado, allievo di Messiaen e Boulanger e definito poco prima della sua morte «il più grande compositore vivente del Brasile»; e con Preludiando di Rezende, esercizio di fuga e contrappunto più volte eseguito e registrato da Meneses.

Nella seconda serata, sarà la volta della Cantoria Concertante di Nobre (allievo tra gli altri di Bernstein), commissionata appositamente al compositore nel 2005 da Meneses come rielaborazione della quinta delle sei Suites (re minore) – Suite eseguita subito dopo dal violoncellista, la più ‘contemporanea’ nel suo inusuale disegno melodico nella Sarabanda. Poi la Pequena Seresta (serenata) par Bach di Krieger, ispirata alla dodecafonia e al serialismo verticale di Hindemith, e infine una composizione di carattere sacro, l’Invocatio op.21 n.1 di Padilha.

Oggi precederà il concerto, alle 18:30 al Santa Maria della Scala, l’appuntamento con #ChigianaLounge intitolato Bachianos Brasileiros: Stefano Jacoviello e Nicola Sani dialogheranno sull’incontro di spazi e tempi guidati dal magistrale violoncello di Meneses. Come di consueto, a seguire l’aperitivo prima del concerto.

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