“Fate silenzio, non chiacchierate”

Bach to the Future con il Cafè Zimmermann

di Andrea Pistorio

Tonight concert will be a tribute to the composer Johann Sebastian Bach. The French Ensemble Cafè Zimmermann and Soprano Lenneke Ruiten will perform some of his major works in order to explore the deepest connection between his music and the italian tradition.


 Quando la clavicembalista Céline Frisch e il violinista Pablo Valletti diedero vita al Ensemble Cafè Zimmermann nel 1998, mutuando il nome dal locale in cui Johann Sebastian Bach e il suo Collegium Musicum si esibivano a Lipsia, decisero di presentare una serie di programmi “immaginari”, così come Bach avrebbe potuto fare per i suoi concerti con i musicisti disponibili in quel momento, abbandonando la prassi delle esecuzioni integrali.

L’Ensemble ha affrontato questo repertorio in maniera scrupolosamente filologica: una volta raccolto l’intero materiale Bachiano lo ha riordinato cronologicamente, studiato a fondo per poi eseguirlo con strumenti originali dell’epoca o, in mancanza di tali, con delle copie fedeli nella forma e nel suono. Il risultato che hanno raggiunto è uno dei più alti per qualità esecutiva nella storia delle incisioni bachiane, tanto più se si considera la notorietà dei brani incisi che ritrovano nuova vita nel nostro presente grazie alla brillantezza di questi musicisti.

Il periodo che Johann Sebastian Bach passò nella città di Lipsia fu estremamente prolifico. Vi arrivò come Cantor et Director Musices della Chiesa di San Tommaso. Questo incarico comportava la composizione in gran numero di messe e cantate religiose ma la produzione del periodo comprende diverse cantate profane composte appositamente per il Cafè di Gottfried Zimmerman dove si esibiva il Collegium Musicum, fondato nel 1701 da Telemann e diretto da Bach dal 1729 fino al 1737 e dal 1739 fino al 1741.

Il Cafè Zimmerman era situato sulla Catharinenstrasse, la via più elegante della Lipsia del Settecento, e poteva accogliere fino a 150 persone insieme a una grande orchestra, comprensiva di trombe e timpani. Il locale era piuttosto progressista, anche le donne potevano assistere ai concerti, cosa inusuale per l’epoca, e tra una tazza e l’altra di caffè si ascoltavano i concerti. 

Oh, che dolce gusto ha il caffè/ più amabile di mille baci/ più soave del moscato!

Così recita l’aria del soprano nella Cantata del Caffè di Johann Sebastian Bach, scritta verso la fine del 1734, tributo pagato dal compositore e dal suo “poeta” Picander alla bevanda, talmente in voga da fare concorrenza alla birra. Basti pensare che l’ingresso al Cafè Zimmermann era gratuito, per pagare i musicisti bastava ciò che i clienti spendevano in caffè.

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La serata sarà dedicata al rapporto tra il compositore tedesco e la musica italiana. S’inizia con la versione per organo del Concerto per clavicembalo in re minore BWV 1052. Seguirà poi la Cantata Jauchzet Gott in allen Landen BWV 51, composizione che fu eseguita per la prima volta il 17 settembre 1730, l’unica che prevede una parte di tromba concertante in dialogo con il soprano. Poi ancora il Concerto in la maggiore BWV 1055 nella versione con clavicembalo solista. Per finire, la Cantata Ich habe genug BWV 82, una delle composizioni più celebri di Bach, scritta originariamente per basso, e poi trasposta per soprano nel 1731. Da notare che entrambi i concerti vennero incisi dall’ensemble nel disco del 2001, Concerts avec plusieurs instrument I, che ne ha inaugurato l’esordio discografico.

Sebbene tutte queste composizioni siano successive al 1723, gli antecedenti del processo di appropriazione stilistica risalgono al periodo trascorso a Weimar (1708-17), quando Bach, su suggerimento del principe Johann Ernst, aveva trascritto per tastiera concerti di autori italiani come Antonio Vivaldi, Alessandro Marcello e Benedetto Marcello.

Appuntamento domenica 24 luglio ore 19:00 al Santa Maria della Scala con il Chigiana Lounge “Go Bach to the Future” con Stefano Jacoviello e Marco Maria Tosolini; a seguire, ore 21.15, ci sarà il concerto alla Chiesa di Sant’Agostino con il Cafè Zimmerman Ensemble e la soprano Lenneke Ruiten.