Il battito delle passioni

di Chiara Cesaro

Tonight at 21.15, another Chigiana concert will be held in the marvellous venue of Saint Agustine Church. The percussionist Antonio Caggiano, the young talented violinist Ferdinando Trematore, with the Chigiana Percussion Ensemble and the Orchestra of Tuscan Conservatories conducted by Tonino Battista, will play the music of Sciarrino, Bryars and Bernstein. Brilliant sounds from the Twentieth Century for all who are young at heart.


Questa sera la classe di percussioni dell’Accademia Chigiana salirà sul palco insieme al suo docente Antonio Caggiano. Nato nel 2015 dal corso di perfezionamento in percussioni per volontà del direttore artistico Nicola Sani, il Chigiana Percussion Ensemble ha una formazione variabile e si è già esibito anche in altre occasioni di livello nazionale.

Insieme a Caggiano e i suoi allievi ci saranno il violinista Ferdinando Trematore, altro talento emerso dai corsi chigiani, e l’Orchestra dei Conservatori Toscani. Tutti sotto la bacchetta del Maestro Tonino Battista affronteranno un programma musicale insolito e avvincente.

Da Bernstein a Sciarrino, passando per Bryars, il #ChigianaFest ci offrirà un un viaggio straordinario all’interno del mondo delle percussioni.

«The family of keyboard percussion is, for me, as important a group as, say, the string family and equally capable of expressive playing» («Gli strumenti percussivi a tastiera sono importanti, per me, quanto la famiglia degli strumenti ad arco e altrettanto capaci di espressività melodica»). Sono queste le parole con cui Gavin Bryars racconta il brano che aprirà il concerto, una riflessione sulle percussioni dal punto di vista personale e sul loro ruolo nella storia della musica.

Abbiamo già ascoltato un estratto di One Last Bar then Joe Can Sing come colonna sonora dello spot del Festival 2017. Commissionata dall’Arts Council of Great Britain per il virtuoso quintetto di percussioni Nexus, la composizione vede la luce in un periodo di cambiamento nello stile di Bryars: mentre la malinconia modale, seppur con instancabili variazioni cromatiche, resta un’importante pilastro del suo linguaggio, da primi anni ’80 la scrittura compositiva per le compagini più tradizionali ha arricchito il suo stile melodico ed armonico. In questo brano il compositore sperimenta, facendo scorrere le frasi musicali dalle percussioni in legno a quelle in metallo, arrivando a far emergere un canto dalle trame degli ostinati ritmici.

Il Legno e la Parola è un brano unico nel repertorio della marimba, perché utilizza lo strumento nel pieno del suo potenziale sonoro. Il pezzo è centrato intorno alla capacità della marimba di produrre diverse sonorità che richiamano la voce umana. Sciarrino ricrea questi effetti focalizzandosi sulle dinamiche e sui registri più estremi, con nevrotici passaggi attraverso i toni più alti e più bassi e spaziando tra i suoni più morbidi e i più forti che lo strumento è in grado di produrre. Oltre a questo gioco di estremi, il compositore introduce la tecnica del rullato usando solo la mano destra nel registro più basso della marimba, mentre la mano sinistra fa scorrere un mallet modificando il tono e cambiando il timbro della battuta, quasi a evocare una voce che cerca di scappare dallo strumento.

Sciarrino usa il termine Klangökologie (ecologia del suono) per indicare al pubblico la necessità di far emergere una sensibilità e un modo diverso di relazionarsi col mondo. I livelli di inquinamento colpiscono anche il mondo dei suoni e il compositore cerca di trovare una soluzione a questo problema: purificare la mente riuscendo a creare un vuoto interiore, per fare spazio al silenzio, ai suoni, alle parole, all’altro che non è conosciuto.

L’eco della Grecia antica fu ispirazione comune per i compositori dopo la Prima Guerra Mondiale. Se celebre è l’Edipus Rex di Stravinsky, altrettanto degno di nota è il brano che sarà eseguito stasera.

La Serenata di Bernstein del 1954 è un concerto per violino, arpa, percussioni e orchestra d’archi, con una struttura originale ispirata al Simposio di Platone. Sun-posion significa «bere insieme» e rimanda alla pratica diffusa in Grecia di bere dopo la cena facendo girare in ordine una coppa di vino. Nel Simposio ogni personaggio prende la parola per esprimere la propria visione sull’amore, che per i greci era il dio Eros. Così anche il concerto è diviso in 5 sezioni in cui il violino è sempre protagonista: Fedro e Pausania, Aristofane, Erissimaco, Agatone, Socrate e Alcibiade. Nonostante la correlazione tra la musica e l’opera di Platone, il biografo di Bernstein, Humphrey Burton, ipotizza che il compositore abbia introdotto la connessione con il Simposio soltanto in un secondo momento; una comparazione tra il Simposio e la Serenata rivela delle discrepanze nella resa musicale dei singoli oratori e dei loro tratti emotivi.

Appuntamento questa sera alle 21.15, presso la chiesa di Sant’Agostino.