Brahms, Bartók e Kurtág: Musica per Pianoforte e Percussioni

 di Andrea Pistorio

Having already established herself as solo artist, while garnering numerous prizes and awards along the way, Lilya Zilberstein brings to the performance stage inventive programs of not only solo repertoire, but also four hands music, or even eight hands like this evening.


Questa sera il pubblico di #SpaceinSound ascolterà la musica di alcuni tra i più importanti compositori della storia della musica occidentale, Johannes Brahms, Béla Bartók e György Kurtág, attraverso un programma che ha il carattere eclettico tipico della letteratura per due pianoforti, spaziando dalla contaminazione con le percussioni alla trascrizione dei corali Bachiani per organo o all’adattamento della musica per organici strumentali allargati.

La serata vedrà esibirsi la pianista Lilya Zilberstein, di casa qui a Siena, insieme al figlio Anton Gerzenberg, con cui ha spesso suonato a quattro mani. Successivamente saliranno sul palco i percussionisti Antonio Caggiano, docente dell’Accademia, insieme all’allievo Simone Buttà.
 I tre autori proposti appartengono a epoche diverse ma provengono da una comune cultura mitteleuropea.

S’inizia con la Sonata in fa minore op. 34 di Brahms, un brano ripensato numerose volte dal suo autore. Nata originariamente nel 1861 per un quintetto con due violoncelli, su suggerimento di József Joachim che ne trovava la scrittura troppo densa, fu poi trascritta da Brahms per due pianoforti. Quest’ultima versione tuttavia non convinse del tutto la platea e il compositore riadattò il brano per un quintetto con pianoforte, organico divenuto stabile grazie alla fama che ha acquisito la sonata nel corso del tempo. Le idee melodiche, la ricchezza e il carattere emotivo del discorso armonico di questo brano, la varietà di ritmi e umori che attraversano i quattro movimenti,  la rendono una delle pagine più affascinanti dell’Ottocento musicale.

A seguire una serie di elaborazioni su corali trascritte e adattate dal compositore Ungherese György Kurtág contenute nell’Orgelbüchlein  BWV 599-644 di Johann Sebastian Bach, una raccolta di 46 preludi corali per organo composti quasi totalmente fra il 1708 e il 1717, gli anni in cui era organista presso la corte di Weimar. Kurtág ha da sempre mostrato una grande passione, quasi intima, per le trascrizioni di Bach, sui cui brani ha lavorato spesso nei momenti di stasi o crisi creativa aggiungendovi poco di suo ed eseguendoli a quattro mani con la moglie Márta.

Il concerto si chiude con La Sonata per due pianoforti e percussioni Sz. 110 di un altro fondamentale compositore Ungherese Bela Bartók, a cui Kurtág deve moltissimo, e che fu commissionata nel 1937 dalla Società Internazionale di Musica Contemporanea di Basilea per celebrare il decimo anniversario della fondazione. Questa fu l’occasione per comporre un progetto coltivato per anni da Bartók, una sonata per pianoforte e percussioni.

Già a partire dall’Allegro barbaro del 1911, Bartók utilizza il pianoforte in funzione percussiva. In questa Sonata, invece, le percussioni sono spesso impiegate in funzione melodica. I quattro esecutori risultano perfettamente integrati, il loro continuo scambio di ruoli crea, fin dalle prime battute, degli effetti illusionistici in cui i brusii delle percussioni e del pianoforte si confondono nel registro grave.

Appuntamento questa sera, alle ore 21.15,  presso il Teatro dei Rinnovati col duo pianistico formato da Lilya Zilberstein e Anton Gerzenber a cui si aggiungeranno i percussionisti Antonio Caggiano e Simone Buttà.