BRIGHT 2018@ACCADEMIA MUSICALE CHIGIANA

“Musical heritage, Culture and Democracy”

giovedì 27 settembre Aspettando Bright!

Salone dei Concerti ore 18:00-19:30

SPECIALE TRADIRE – Le radici nella musica

Giovannangelo De Gennaro, viella, flauti, voce
VIA Immagini sonore di un viandante
La musica, la strada, l’incontro: suoni dalla Francigena e altri cammini
Conduce Stefano Jacoviello (DISPOC Unisi – Accademia Chigiana)

Le linee dei cammini solcano da millenni le terre d’Europa e del Mediterraneo, orientate verso santuari e luoghi di culto posti ai limiti estremi di Oriente e Occidente. Queste linee disegnano una mappa che racconta intrecci di saperi e traiettorie di passioni. I loro percorsi danno alla geografia un senso basato sulle migliaia di vite passate nei secoli attraverso i luoghi.
Intraprendere un cammino vuol dire aprirsi alla trasformazione, mettere liberamente in comunicazione l’interiorità con ciò che all’esterno ci circonda, lasciarsi attraversare dal mondo per comprendere il significato profondo del viaggio.
I cammini regalano sguardi, visioni, odori, sapori, e anche suoni che si depositano in una memoria variamente condivisa dai viandanti: melodie di canti, versi poetici e preghiere, sonorità di strumenti che si possano trasportare e suonare in solitudine per meditare o tenersi compagnia, oppure per aprire un dialogo improvviso con altri suonatori incontrati sulla via, incrociando le culture musicali, i ricordi e le emozioni.
Giovannangelo De Gennaro, polistrumentista, dopo aver compiuto a lungo studi e realizzato progetti di rilievo internazionale nella ricerca e nell’esecuzione delle musiche medioevali, spesso ispirate dalle forme di religiosità cristiana, ebraica e musulmana, ha deciso di intraprendere direttamente un cammino attraverso i luoghi e le loro sonorità, per riportare all’attualità il carico di esperienze spirituali, estetiche, profondamente umane che ogni Via conserva.
Con la voce, il suono della viella e dei flauti, con il supporto digitale delle immagini, De Gennaro racconta il suo modo di essere oggi un viandante della musica: approccio che si declina in tutte le sue attività musicali, dalla conduzione con Nicola Nesta dell’Ensemble Calixtinus alla continua collaborazione con Vinicio Capossela.

venerdì 28 settembre

ore 17:00 / 17:30
Visite guidate a Palazzo Chigi Saracini
(su prenotazione: visite@chigiana.it, 0577 220927 – 220920)

Salone dei Concerti ore 18:00-19:30

SPECIALE CHIGIANA LOUNGE

Jan Gaggetta (Université de Fribourg)
La politica delle canzonette: fra Rodolfo de Angelis, Skiantos e avanguardia
Conduce Stefano Jacoviello (DISPOC Unisi – Accademia Chigiana)

La musica ha sempre esercitato un ruolo nella costruzione del discorso politico in diverse epoche storiche: dai contrappunti isoritmici del Medioevo francese, con il loro spiccato gusto per la satira verso sovrani e vescovi-principi, ai mottetti celebrativi del Rinascimento italiano; dall’esotismo umanitarista e interculturale delle musiche raccolte sul campo dai missionari Gesuiti e portate in auge nell’Opéra-ballet di primo Settecento, ai fasti propagandistici del melodramma italiano nell’epopea risorgimentale.
Ma nel Novecento, con la nascita dell’industria culturale e la produzione di spettacoli di puro intrattenimento, la canzone popolare è divenuta sempre più uno strumento fondamentale per comunicare efficacemente concetti al centro della propaganda politica: stili di vita, convinzioni, passioni, prese di posizione “contro” o “a favore” di una parte, proclamate chiaramente ad alta voce o sussurrate in maniera più o meno subdola. Così, dall’era fascista ad oggi, le canzonette si sono inserite a pieno titolo nello spazio della politica, influendo dolcemente sulle vite delle persone, elevandosi a simboli di appartenenza, scandendo il ritmo delle manifestazioni di piazza, e perfino accompagnando gli elettori alle urne con un sottofondo emotivo.
Dalle geniali trovate di Rodolfo De Angelis, canzonettista della prima metà del Novecento, passeremo attraverso gli anni del Secondo Dopoguerra, quelli della Contestazione, per arrivare ai giorni nostri, quando anche gli ultimi inni di plastica sono finiti nel vortice dei social networks.
Jan Gaggetta, nato a Locarno, dottorando in letteratura italiana contemporanea presso l’Université de Fribourg e l’Università di Siena, si occupa dei rapporti fra poesia e musica popolare. Studioso dell’opera di De André, lavora alla realizzazione di un’edizione critica dei testi di Le nuvole (1990) e Anime salve (1996).

Stefano Jacoviello, semiologo e musicista, insegna all’Università di Siena e Siena Jazz University. Collabora con la direzione dell’Accademia Musicale Chigiana, dove è responsabile dei progetti culturali e media. Fra le molte iniziative chigiane, cura la rassegna “Tradire – Le radici nella musica” (realizzata in collaborazione con Santa Chiara Lab) e la serie di appuntamenti estivi “Chigiana Lounge”. Nelle sue ricerche, dedicate soprattutto al campo musicale, lo sguardo semiotico incrocia l’antropologia, l’estetica e le teorie dell’arte. Coordinatore scientifico in diversi progetti internazionali sul rapporto fra patrimonio, memoria e arti performative, è autore di saggi, contributi in cataloghi e articoli in giornali e riviste scientifiche.

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