Il clarinetto e il mondo ebraico

Alessandro Carbonare, David Krakauer, Enrico Fink.

di Chiara Cesaro

Palazzo Chigi Saracini will give a great taste of classical, jazz and jewish musical tradition at 21:15. The week, rich of applauded musical appointments, ends with the concert of the clarinet class led by Krakauer and Carbonare. Then, in the second part of the concert, Krakauer will join “The Hatzel project”, that is an Enrico Fink’s initiative born with the purpose to let the public know the jewish musical heritage.


Stasera il palco di Palazzo Chigi Saracini sarà il luogo dell’incontro tra musica di tradizione ebraica, classica e jazz: la classe di clarinetto dei Maestri Alessandro Carbonare e David Krakauer e il quartetto in residence Krak’s Action (Danilo Tarso al pianoforte, Emanuele Guadagno alla chitarra, Pietro Paris al contrabbasso e Dario Rossi alla batteria) offrirà al pubblico una selezione di brani classici da un lato e klezmer dall’altro. Nella seconda parte del concerto vedremo salire sul palco David Krakauer (clarinetto), Enrico Fink (voce e flauto), Alfonso Santimone (pianoforte) e Zeno De Rossi (batteria) con il loro Hatzel Project.

L’alternarsi dei repertori ci aiuterà ad approfondire la versatilità di uno strumento come il clarinetto e le possibilità virtuosistiche di questi musicisti pieni di talento.

Se nomi come Brahms, Weber e Beethoven non necessitano di alcuna introduzione al grande pubblico, qualche parola può essere spesa sulla musica klezmer. Questo genere musicale è legato alla tradizione delle comunità ebraiche sparse nell’Est Europa che, in seguito alla migrazione verso gli USA tra la fine dell’800 e gli inizi del 900 ha contribuito alla nascita del jazz. La musica klezmer richiede lettura ed interpretazione, ma non dimentica la propria natura popolare. Il brano klezmer viene trattato quasi come un pezzo jazz, facendo appello all’improvvisazione, come ad esempio in Hora mit Tsibeles o in Araber Tantz, che saranno arricchite da improvvisazioni in solo e collettive. Questi brani sono fatti di piccole sezioni, forme più semplici ed elastiche che lasciano all’interprete alcune scelte ma richiedono molta attenzione nella pronuncia ed esposizione del tema, come nella classica. Il Maestro Krakauer, oltre ad essere un acclamato solista e docente di musica classica, è conosciuto come uno dei massimi interpreti dell’avanguardia musicale ebraica americana. Agli allievi chigiani con una formazione classica lui chiede di concentrarsi sul ritmo e dialogare con il gruppo, entrare in asse con esso e diventare un “primo fra uguali”. Una bella differenza rispetto all’atteggiamento più consueto del solista nel repertorio “colto”.

Il musicista diviene un ponte che collega le radici di musiche diverse, che improvvisa e si diverte. Inoltre è musica che, con i suoi temi più facilmente riconoscibili, travolge il pubblico: l’obiettivo non è solo muovere gli animi, ma farli danzare. Vengono applicati accordi più ambiziosi alle sonorità che solitamente identifichiamo come “popolari”. Per questo i musicisti jazz riescono a interpretare  meglio questo particolare repertorio. Ogni musicista è chiamato a trovare un proprio linguaggio espressivo rispettando la caratteristica pronuncia che ricorda gli accenti dell’Yiddish. Così le note diventano parole di una stessa lingua, che comunque raccoglie e porta con sé le tracce dei dialetti di chi la suona.

FINK1

Le contaminazioni tra repertori continuano con “Hatzel Project”. Fink, a cui si deve la riscoperta della tradizione musicale ebraica in Italia grazie al progetto Re.T.E, ha dichiarato che quello di stasera è

un evento eccezionale per gli amanti della tradizione musicale ebraica e della musica in generale, applicazione concreta di quello che con il progetto di Rete Toscana Ebraica possiamo fare: portare eventi di grande rilievo con ospiti di fama internazionale nelle città toscane aderenti al progetto. Con l’obiettivo di far conoscere la cultura e le tradizioni ebraiche tutti da vivere sotto le stelle.

Per l’occasione quindi, Krakauer si unirà al trio composto da Fink, Santimone e De Rossi. Batterista di alcune fra le formazioni più importanti del jazz italiano, De Rossi declina la concezione della musica afroamericana su ambienti e repertori molto diversi, accompagnando artisti quali Vinicio Capossela ed Enrico Rava. Santimone, docente fra l’altro della Siena Jazz University, è  perfettamente calato nella sperimentazione jazz newyorkese, e ci aspettiamo faccia lievitare gli ingredienti di questa ricetta intrigante.

Avremo modo di dialogare con Enrico Fink insieme a Stefano Jacoviello durante il Chigiana Lounge delle 19 a Santa Maria della Scala. Nell’incontro intitolato Sono quel che suono! Klezmer, Gipsy & Jazz, gli spettatori potranno già cominciare a calarsi dentro i paesaggi e le sonorità del repertorio ebraico e gitano, dall’Europa Orientale agli Stati Uniti, ragionando di musica e identità.

Con la data di stasera, “Hatzel Project” aprirà una mini tournée che vedrà i musicisti impegnati il 6 agosto a Monte San Savino e il 10 agosto a Firenze. I tre concerti sono possibili grazie a Re.T.E (Rete Toscana Ebraica), Ucei, Regione Toscana, Accademia Chigiana e Officine della Cultura. “Hatzel” è un mondo musicale che vede l’Italia ebraica, la sua memoria e tradizione unirsi con il piacere di raccontarne l’anima sorprendentemente varia.

Il concerto, imperdibile, è previsto per stasera, ore 21:15 al Palazzo Chigi Saracini.