Chigiana e Siena Jazz ovvero l’arte dell’incontro

Bernstein e Gershwin per il Chigiana International Festival

di Silvia D’Anzelmo

Tonight, at 21.15, the S. Agostino church will be the meeting place between Chigiana percussion Ensemble and Siena Jazz University Orchestra. A multi-voices dialog where the Orchestra dei conservatori from Tuscany will perform in a concert under the banner of the contamination between the solidity of the classical tradition and the irresistiblechange of the jazz rhythms.


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Questa sera, alle 21.15, la Chiesa di Sant’Agostino diventerà il luogo di un incontro fortunato, quello tra la Chigiana e il Siena Jazz. Un dialogo a più voci cui si aggiungerà l’Orchestra dei conservatori della Toscana, per un concerto all’insegna della contaminazione tra la tradizione classica e i ritmi jazz. Due autori: Leonard Bernstein e George Gershwin saranno i protagonisti indiscussi della serata con le loro musiche eclettiche per cui nessuna classificazione vale. I parametri tradizionali saltano lasciandosi dietro solo l’apertura alla diversità, ai contrasti che si fondono alla ricerca di un perfetto equilibrio. Le esplorazioni di Bernstein e Gershwin dimostrano come il jazz sia la musica pienamente americana: ritmi complessi e mutevoli, timbri “sporchi” e contaminazioni di linguaggi diversissimi tra loro, come lo sono la società e la cultura negli Stati Uniti.

Un incontro fatto di composizioni che attraversano i tempi e ripensano le tradizioni. Con Prelude, Fugue and Riffs Bernstein dimostra di avere un occhio perso nel passato e l’altro proiettato verso il futuro. Le forme barocche del preludio e della fuga, infatti, vengono seguite senza soluzione di continuità da una serie di riff che nel jazz indicano brevi figure melodiche ripetute con diverse soluzioni armoniche. Tre brevi sezioni continue che si differenziano non solo per la forma ma anche per il dialogo tra timbri diversi. Il suono degli ottoni segna l’inizio del preludio, quello dei sassofoni definisce la fuga mentre per i riff, introdotti dal clarinetto solista, Bernstein sceglie l’intero organico. Un brano ibrido che non appartiene precisamente né al jazz, dato che è scritto da cima a fondo e non prevede improvvisazioni, né alla tradizione classica che pure chiama in causa.

Rimandi ed echi nel tempo come nello spazio. La musica della vecchia Europa dà forma a contenuti tutti americani come nel caso delle Symphonic Dances from West Side Story di Bernstein. Una concatenazione di temi tratti dal musical che racconta l’amore di Maria e Anton, moderni Romeo e Giulietta in una New York dilaniata da bande rivali. La lotta, le danze, l’intimità tra i due amanti: tutto viene raccontato dalla musica che si fa sequenza continua, resa fluida grazie a un’orchestrazione raffinatissima. Bernstein incanala i timbri latini, le figurazioni ritmiche del jazz e della danza nelle forme della musica classica occidentale, tradendo la purezza dei singoli linguaggi e creando un incontro unico. Un’esplosione di energia, cantabilità e colore strumentale che solo la contaminazione può dar vita.

Proseguendo su questa strada, incontriamo i Preludes and Songs di George Gershwin in un arrangiamento orchestrale di Roberto Spadoni, Gabriele Mastropasqua, Giuliano Teofrasto e Riccardo Tonello. Un collage di brani differenti per organico e intenzioni ma tenuti insieme dalla parola “love” che compare in tutte e quattro le song scelte. Un percorso fatto di contrasti, di pieni e vuoti tra orchestra e canto. I Preludes infatti non sono altro che i tre Preludi per pianoforte rivisitati e corretti per essere suonati da un ensemble  vasto e vario nella formazione e nell’approccio alla musica. Mentre le song lanciano il canto verso il tema amoroso.

Tempi, luoghi e musiche differenti capaci di stare insieme grazie all’incontro di questa sera. Una mescolanza rara che porta musicisti dalla formazione differente a cimentarsi in una “terra di nessuno”, a confrontarsi con un repertorio ibrido e capace di trasmettere emozioni uniche.

Ad anticipare il concerto, presso il Santa Maria della Scala, l’appuntamento con il #ChigianaLounge (ingresso gratuito) Il suono dei tempi. “We’ve got rhytm”. 900 ritmi americani con Stefano Jacoviello e Federico Capitoni.
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