Chigiana e Siena Jazz: un Mix esplosivo

di Maria Rossetti

Chigiana meets Siena Jazz. On background of the Church of Santa Maria, in the wonderful setting of Piazza Provenzano, the clarinetist David Krakauer will converse with other important musicians of the international scene.


Uno spazio tutto nuovo, un luogo solitamente dedicato ai concerti di Siena Jazz, accoglierà questa sera anche gli artisti della Chigiana per #SpaceinSound. Un ambiente suggestivo, capace di offrire un’atmosfera di grande fascino, vedrà unirsi musicisti classici e personalità del jazz in un Mix esplosivo, per una serata che ha tutto il sapore di un evento indimenticabile. Due grandi istituzioni musicali italiane, non a caso entrambe nella stessa città, si uniranno per dar vita a combinazioni sonore inconsuete. Sullo sfondo della Chiesa di Santa Maria, nello splendido contesto di Piazza Provenzano, il clarinettista David Krakauer dialogherà con altri importanti musicisti del panorama internazionale.

Due mondi musicali apparentemente tanto distanti e concretamente così vicini si incontrano e ridefiniscono uno spazio comune. Improvvisazione ed esecuzione sono due aspetti di una stessa realtà: produrre musica, fare arte, godere e far godere dell’esito della performance.

Tanti gli stereotipi sul jazz e i suoi musicisti, altrettanti quelli sul mondo della classica. Spesso si sente dire che i jazzisti siano poco formali, abbiano un suono sporco, non amino la puntualità (nella musica quanto agli appuntamenti) e infine la più celebre, secondo la quale “improvvisano e basta”. D’altra parte i musicisti classici vestono fin troppo bene, sempre rigidi e impeccabili, eseguono musica scritta da altri ma non la “vivono” abbastanza intensamente, devoti come sono al rispetto del compositore. Tanti i luoghi comuni su questi artisti che loro stessi hanno sfatato.

Nel jazz l’improvvisazione non è mai troppa, soprattutto quando presuppone studio e rispetto di norme più rigide di quanto si pensi. Improvvisare è un’arte che richiede allenamento intenso, un’ottima conoscenza della musica, oltre che grande creatività. Anche gli artisti classici traggono una grande lezione dal jazz e allargano le loro vedute. Fare musica classica significa ogni volta saper piegare la musica alle esigenze del contesto, essere capaci di riproporre un brano in maniera sempre diversa,  interpretare e reinterpretare per dare nuova vita a un’opera. La sfida è suscitare le più disparate emozioni attraverso il proprio personale apporto artistico, rispondendo così a quella proprietà intrinseca della musica per cui l’esecuzione è ricreazione di un’opera d’arte.

E dunque improvvisare ogni volta un’espressione, un abbellimento o, meglio ancora, un’elaborazione a partire da un motivo. Eh già, perché si deve ricordare che momenti di improvvisazione esecutiva li proponevano anche Beethoven e molti altri prima di lui. Era una prassi quella delle “cadenze”: melodie appena tratteggiate su cui l’esecutore improvvisava. Con queste, il musicista metteva in evidenza le sue abilità tecniche e la sua creatività artistica. Per non parlare delle partiture iper-dettagliate di Duke Ellington che quando dirigeva la sua orchestra non lasciava nulla al caso.

Dunque che si tratti di copione o di canovaccio, il linguaggio è lo stesso e il risultato al quale si giunge, seguendo regole più o meno differenti, è comune. Estemporaneo è il modo in cui gli artisti, sul palcoscenico questa sera, saranno guidati l’uno dalla musicalità dell’altro nel creare situazioni inaspettate ed effetti sempre sorprendenti.

Il famoso clarinettista americano David Krakauer, trait d’union in questa occasione, ha fama di musicista jazz e classico. Questa sera il suo clarinetto klezmer incontrerà il jazz di un altro fiato d’eccezione, il trombettista israeliano-statunitense Avishai Cohen accanto al contrabbassista americano Chris Tordini. A scandire i ritmi saranno due musicisti italiani: il batterista jazz Roberto Gatto e il percussionista chigiano Antonio Caggiano al vibrafono. Due mondi musicali a confronto, modi e stili differenti da cui nascerà un incontro tutto da scoprire.

Il concerto sarà aperto dagli studenti del Siena Jazz che interverranno con alcuni brani in omaggio a Marco Tamburini, noto trombettista e compositore jazz italiano scomparso tragicamente l’anno scorso.

L’appuntamento è alle 21.15 in Piazza Provenzano. Prima del concerto, alle ore 19, Stefano Jacoviello e Francesco Martinelli interverranno al Santa Maria della Scala per il loungeC’era una volta in America. Il klezmer e le lingue del jazz”.