Come in un’anamorfosi: il duo Meneses – De Maria

di Elena Minetti

Tonight at 9:15 p.m. the cellist Antônio Meneses, teacher of the Chigiana Master classes since 1997 and the Italian pianist Pietro De Maria will play in a concert at Palazzo Chigi Saracini. It will be the occasion for listening two of the most important compositions for piano-cello duo by Beethoven and by Chopin. Moreover, it will be possible to discover the thought-provoking piece by Salvatore Sciarrino and appreciate the virtuosity of the pieces for cello solo by Piatti.


Spesso alla fine di un concerto sperimentiamo la forte sensazione che il mondo debba essere visto da un’altra prospettiva. Come di fronte ad una “anamorfosi”: parola difficile presa a prestito dal mondo dei fenomeni ottici per dare il titolo ad un brano di Salvatore Sciarrino in programma stasera per il concerto del Chigiana International Festival.

Un’immagine distorta dall’anamorfosi acquista “vera forma” solo quando lo spettatore sceglie un punto di osservazione inusuale. Così, ciò che ascolterete stasera inviterà ad un ascolto libero da convenzioni. Sul palco ci saranno due acclamati concertisti del panorama internazionale: Antonio Meneses, violoncellista brasiliano docente nei corsi di perfezionamento estivi dell’Accademia Chigiana già dal 1997, che si esibisce regolarmente con molte delle principali orchestre mondiali e con i maggiori direttori d’orchestra in varie capitali musicali di Europa, Nord e Sud America e Asia; e Pietro De Maria, primo pianista italiano ad aver eseguito pubblicamente l’integrale delle opere di Chopin, con all’attivo prestigiose collaborazioni e numerose incisioni, tra cui il Clavicembalo ben temperato e le Variazioni Goldberg di Bach per Decca, pienamente riconosciute dalla critica specializzata.

Il programma è incorniciato da due delle pagine più significative del repertorio dedicato a questa formazione cameristica: all’inizio la Sonata op. 5 n. 1 di Beethoven, scritta ad appena venticinque anni e, in chiusura, la Sonata op. 65 di Chopin, composta a tre anni dalla sua morte. Al centro, due gioielli della produzione solistica per i due strumenti: prima l’Anamorfosi di Sciarrino, compositore e docente chigiano del quale l’Accademia festeggia questa estate il settantesimo compleanno inserendo sue pagine nel programma di quasi ogni concerto del Festival, e poi una selezione dai virtuosistici Capricci per violoncello solo di Piatti, banco di prova per tutti i violoncellisti.

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Con la Sonata op. 5 n. 1, Beethoven si cimentò per la prima volta con la scrittura per il duo pianoforte e violoncello, dimostrando già una grande sensibilità per l’equilibrio tra i due strumenti.

Anamorfosi di Salvatore Sciarrino sembra invece essere un’ideale continuazione delle composizioni di Ravel ispirate all’acqua, ma ripensate e contaminate con intelligente ironia: su un tessuto sonoro “acquatico”, ispirato a Jeux d’eau e Une barque sur l’océan, si dipana il tema di Singing in the rain. Più che da sovrapposizioni di citazioni, Anamorfosi nasce da una vera e propria trasposizione contrappuntistica che in pochi minuti esprime tutta la divertita disinvoltura con cui linguaggi di tempi lontani possono dialogare.

Seguono poi tre brani tratti dai Capricci per violoncello solo di Piatti, compositore bergamasco acclamato da Liszt come “il Paganini del violoncello”, proprio perché i suoi Capricci possono essere considerati analoghi a quelli del virtuoso per antonomasia.

Concluderà il concerto la monumentale Sonata in sol minore op. 65, scritta da Chopin per il grande amico violoncellista August-Joseph Franchomme, e forse con la voglia di mettersi alla prova. Come lui stesso scrisse, l’11 ottobre 1846: «Della mia sonata per violoncello a volte mi sento soddisfatto, a volte insoddisfatto. La accantono, poi la riprendo».

Vi aspettiamo questa sera, alle ore 21.15, nel Salone dei concerti di Palazzo Chigi Saracini, a Siena, in via di Città, 89.