DAVID LAZZARETTI: PROFEZIE SULL’AMIATA

Giovedì 20 Aprile 2017 ore 21
Auditorium Santa Chiara

NEW BORDER ENSEMBLE
Mirco Mariottini | direzione
Giovanni Falzone | tromba
Marco Baliani | voce fuori campo

Nell’Italia di metà Ottocento, lacerata e combattuta fra gli entusiasmi risorgimentali e il sospetto di una guerra di conquista a vantaggio dei soli piemontesi, appare David Lazzaretti: mistico, visionario, socialista, profeta. Un uomo carismatico che convince don Bosco, crea istituti religiosi, ma viene poi condannato per eresia; vive sui monti in eremitaggio, digiuna e predica nei piccoli borghi, ma riesce a raccogliere adepti fino in Francia. Figlio di barrocciaio, Lazzaretti si proclama discendente dei Capetingi, un “Cristo Duce e Giudice” venuto a instaurare un’era di giustizia ispirata dallo Spirito Santo, in cui la chiesa sarebbe stata finalmente liberata dagli abusatori, e i poveri – uomini e donne – avrebbero potuto ricominciare a sperare nel diritto a far parte di una comunità solidale.

Il 18 agosto 1878 Lazzaretti scende dal monte Labbro a capo di una colorata processione diretta ad Arcidosso, suo paese natale: lì, monarca e giudice del mondo, avrebbe inaugurato l’era giurisdavidica. Ma sulla strada incontra una pattuglia di carabinieri e un bersagliere in congedo che gli spara, centrandolo alla testa. Altri tre contadini rimangono vittime del fuoco militare. Insieme ai paramenti della processione, il corpo del profeta dell’Amiata viene spedito a Cesare Lombroso, intenzionato a dimostrarne clinicamente la follia criminale. Ma il culto giurisdavidico, diffuso in mille rivoli fra Toscana e Lazio tiene accesa la fiammella della fede, fino ai discendenti del suo ultimo sacerdote scomparso nel 2002.

Mirco Mariottini, clarinettista e compositore, maremmano come Lazzaretti, è incocciato nella vicenda del profeta dell’Amiata per combinazione, mentre cercava le parole da associare ad un suo brano durante un seminario a Castel del Piano con i musicisti che sarebbero poi divenuti membri del New Border Ensemble. «Mi imbattei nelle ultime parole di Lazzaretti, e sentii che funzionavano. Lessi poi tutto il libro sul quale le avevo trovate e finii di convincermi: non si deve dimenticare Lazzaretti. I suoi testi hanno un potere evocativo e una forza anche sonora, teatrale, che mi fa venire i brividi». E proprio la sonorità di quei versi mistici rinasce nella voce dell’attore Marco Baliani, che si intreccia alle note della suite dedicata a Lazzaretti. La canzone, il melodramma, il rock progressive, la dodecafonia, echi di Berio e di medioevo: tutto ciò convive nella musica di Mariottini, assorbito e riformulato attraverso i linguaggi del jazz.

«La musica è per me quel che l’amore era per Lazzaretti: un valore universale in cui tutto può convivere, al di là delle differenze stilistiche che restano solo forme diverse di un solo sentimento universale. Una sorta insomma di comunismo musicale».
Le alchimie sonore del New Border Ensemble accompagnano così il racconto della trasformazione spirituale di Lazzaretti e la formazione della comunità dei suoi fedeli. A fare da controcanto alla voce di Baliani c’è la tromba straordinaria di Giovanni Falzone, solista di caratura europea e ospite speciale della serata.

Mariottini ha appena consegnato le sue visioni in musica sugli scritti di Lazzaretti alle tracce di un cd per l’etichetta Caligola.

L’appuntamento musicale sarà preceduto alle 20.30 da una degustazione di vini a cura dell’Enoteca Italiana che proporrà • Bianco di Pitigliano DOC Superiore “Ildebrando” 2015 e • Sovana Superiore “Vignamurata” 2014 – Cantina di Pitigliano.

INGRESSO GRATUITO