FRA TASTI E BOTTONI

Giovedì 22 marzo 2018 ore 21
Palazzo Chigi Saracini

Vince Abbracciante | fisarmonica

Molti anni fa, quando gli emigranti partivano per un viaggio senza meta puntando il naso al di là dell’Oceano o oltre le Alpi, portavano nel cuore un pugno di canti da far ascoltare a chi avrebbero incontrato sui ponti delle navi o nelle interminabili notti a bordo di treni affollati. Avevano a disposizione solo la propria voce. A volte una chitarra. Ma per avere più voci a portata di mano ci voleva una fisarmonica: una piccola orchestra che sta in una valigia, e che vibra e respira sul petto di chi la abbraccia.

La fisarmonica nacque duecento anni fa nei paesi di lingua tedesca per accompagnare i canti in chiesa, ma gli italiani ne fecero subito lo strumento della festa, capace di suonare forte da ballarci sopra, o di intonare melodie sottovoce, per far volare le nostalgie verso la terra madre a cui non si sarebbe più tornati.
Fardello di musica caricato sulle spalle, la fisarmonica ha attraversato le sconfinate pianure del Sudamerica, le città degli Usa e dell’Australia. In Europa, ha rallegrato i villaggi sorti intorno alle miniere. È passata fra le mani di francesi, ungheresi, romeni, finlandesi, russi, e ciascuno dei suoi suonatori le ha lasciato un accento diverso, scandito dal ritmo di una danza. Ha viaggiato con le carovane dei Rom per le montagne dei Balcani, fino a raggiungere il mare e l’altra sponda del Mediterraneo.
A tempo di valse ha consolato le solitudini dei flaneur. Con i virtuosismi di polke e mazurke ha regalato spettacoli indiavolati al pubblico più umile. Ma, a un certo punto, qualcuno ha cominciato a trascrivere seriamente i brani dei grandi compositori classici. Altri hanno provato a suonarci il jazz. Così la fisarmonica si è emancipata: ha lasciato i caffè e le osterie per calcare le tavole dei palcoscenici più rinomati
Tuttavia, i grandi fisarmonicisti sanno tenere stretta fra le dita la storia del loro strumento, e cercano fra tasti e bottoni le emozioni comuni alle vite di tutti coloro che l’hanno ascoltata.

Vince Abbracciante è uno di loro. Dopo aver suonato con lui, Richard Galliano ha detto: “In ogni brano mi ha imbarcato in una storia e commosso”. Le voci della sua fisarmonica sanno raccontare, al di là degli stili o dei generi musicali che sceglie di affrontare. Il suo rigoroso percorso di studi classici non lo ha separato dalla sensibilità guadagnata suonando fin da bambino il repertorio popolare. Seguendo le rotte della fisarmonica si è esibito in cinque continenti, e ha collaborato con molti nomi della scena internazionale fra cui John Medeski, Marc Ribot, Javier Girotto, Gabriele Mirabassi, Flavio Boltro, Bruno Tommaso; ma anche con Lucio Dalla, Ornella Vanoni, Heidi Vogel.
Nel 2000, a diciassette anni, ha vinto il 25° concorso internazionale Città di Castelfidardo, e nel 2003 il 53° Trofeo Mondiale della Fisarmonica. Dal 2000 è testimonial delle fisarmoniche Borsini, con cui ha progettato soluzioni innovative per ampliare la sonorità dello strumento.

Giocando nell’intreccio di colto e popolare, nella sua musica si ritrovano le eredità dello swing e del tango, della musica da camera, delle colonne sonore e della canzone d’autore. Tutto racchiuso in quelle centinaia di voci a portata di mano, intrappolate fra tasti e bottoni, che attendono di essere liberate.

L’appuntamento musicale sarà preceduto alle 20.30 da una degustazione di vini a cura del Consorzio Vino Chianti Classico.

ASCOLTO LIBERO
Solstizio
Fou Rire con Richard Galliano
Duo con Javier Girotto

INGRESSO GRATUITO