Histoire de Babar, le petit éléphant

di Elena Minetti

A show for adults and children tonight at Palazzo Chigi Saracini! The main carachter on stage is Babar, the little elephant, acting on the music by Francis Poulenc. The fairy tale will be interpreted by Maria Claudia Massari and Silvia Belfiore. Don’t miss it!


Che la fantasia di bambini annoiati possa proporre grandi idee è un fatto acclarato e fu proprio il caso della fiabesca nascita dell’Histoire de Babar, le petit éléphant di Francis Poulenc, composizione per voce recitante e pianoforte che verrà eseguita, per la gioia dei più piccini, questa sera, nel Salone di Palazzo Chigi.

La genesi di questa fortunata composizione si deve alla nipotina di appena quattro anni del compositore francese: piuttosto annoiata nell’ascoltare lo zio al pianoforte durante le vacanze estive a Brive-la-Gaillarde, gli mise sul leggio la storia, tutta illustrata, dell’elefantino Babar, chiedendogli risolutamente di suonarla. Poulenc accolse la richiesta della piccola e incominciò a commentare con accordi e note quei fogli d’album colorati, nati dalla fantasia di Cécile Sabouraud e dalla penna e dal pennello di suo marito Jean de Brunhoff, che vennero pubblicati nel 1931 dalle edizioni Jardin des Modes, con un formato decisamente insolito per l’editoria di allora (37×30 cm). Nacque così l’Histoire de Babar, con il sottotitolo Dix-huit coups d’oeil sur la queue d’un jeune éléphant, “diciotto sguardi sulla coda di un piccolo elefante” che l’autore dedica ai suoi cugini e piccoli amici. È un mosaico di narrazione e interludi, in cui il Poulenc, eclettico e salottiero, sfrutta varie forme compositive, da notturni a marce, ninne-nanne e walzer per commentare musicalmente, come un nonno gentile, l’atmosfera della storia.
Tutti i bambini dovrebbero conoscere il tenero elefantino antropomorfizzato: per sfuggire ai cacciatori, che gli avevano appena ucciso la mamma, Babar si rifugia in una città lontana, che potrebbe essere Parigi, e scopre la civiltà degli uomini. Viene accolto da una vecchia e ricca signora, che lo coccola e cura, ma la nostalgia della foresta, lo spingerà a tornare a casa, dove sarà acclamato re degli elefanti, con tanto di regina.

È una metafora, raffinata e coinvolgente, della ricerca di se stessi, nell’incontro con gli altri; un percorso di formazione dalla vicenda cruda, poetica, talvolta spassosa e piena di fantasia. Si può forse spiegare l’incanto della storia e il successo che dura fino a oggi con le parole di Laurent de Brunhoff, figlio dei due creatori Cécile e Jean: «dall’epoca in cui Babar è nato tutto è cambiato enormemente: il mondo, gli adulti, i ragazzi. Solo i bambini piccoli sono rimasti quello che sono sempre stati, bambini, cosa che permette a Babar di continuare a parlare con loro in una lingua che capiscono benissimo, perché è quella dell’immaginazione».

Coprodotto dalla Compagnia Corps Rompu e dal Comune di Sinalunga, il concerto di questa sera è affidato alla esecuzione di due artiste di prim’ordine: Maria Claudia Massari in veste di voce recitante e la pianista Silvia Belfiore.

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Sarà l’occasione per scoprire una delle pagine novecentesche più significative nel repertorio di musica d’arte dedicato ai bambini e per sottolineare l’attenzione dell’Accademia alla formazione musicale dei giovani, nella convinzione che solo così si possano formare futuri musicisti e un pubblico di ascoltatori partecipi e affezionati.