I molteplici mondi sonori di Krakauer e Zilberstein

The Multi-Dimensional World of the Clarinet with Krakauer

di Federica Ciannella

High expectations for tonight concert of the great clarinet master David Krakauer, together with the famed pianist Lylia Zilberstein and Chigiana student’s string quartet – Maria Diatchenko and Andrej Roszyk (viiolins), Alessandro Aqui (viola), Raffaella Cardaropoli and Giorgio Lucchini (cellos). The concert will take place in the University of Siena’s backyard, at 9:15 p.m.


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Grande attesa per il concerto che si terrà questa sera in compagnia del grande maestro del clarinetto di fama internazionale David Kraukauer, accompagnato dalla celebre pianista Lilya Zilberstein e dal quartetto d’archi composto dagli allievi chigiani Maria Diatchenko e Andrej Roszyk (violini), Alessandro Aqui (viola), Raffaella Cardaropoli e Giorgio Lucchini (violoncelli).

Un programma notevolmente ricco e coinvolgente – protagonista il clarinetto e la musica  yiddish– che condurrà il pubblico della Chigiana dalla Russia di inizio Novecento di Prokof’ev, ai paesaggi sonori di Debussy, il minimalismo di Starer fino alle melodie espressive del mondo Klezmer.

Ad aprire la serata, l’Ouverture on Hebrew Themes op. 34 (1919) per clarinetto, quartetto d’archi e pianoforte, di Sergei Prokofiev. Frutto dell’incontro fra il giovane Sergei, appena sbarcato a New York, e il sestetto Zimro Ensemble, formatosi a Pietrogrado e guidato dal clarinettista Simeon Bellison, che si trovava anch’esso in America per un tour mondiale sponsorizzato dall’Organizzazione sionista russa e che gli commissionò il lavoro. Questo nacque infatti come rielaborazione di alcune melodie tratte da canzoni popolari ebraiche contenute in un taccuino che i membri del sestetto consegnarono appositamente al compositore. Prima di tre overtures e primo lavoro di Prokof’ev su temi popolari, essa si presenta come risultato del felice incontro fra l’espressività tipica dell’idioma popolare ebraico e l’inconfondibile tratto stilistico del compositore di Sonconvka. La struttura del brano si basa sulla ripetizione di due grandi paragrafi musicali. Il primo consiste di una deliziosa melodia intonata dal clarinetto sopra un vivace accompagnamento del quartetto e del pianoforte; il secondo è invece basato su un’ampia melodia tratta dall’innario. L’Ouverture venne in seguito riarrangiata per l’orchestra da diverse mani, fra le quali spiccano quelle di Alfred Cortot; ma sarà poi Prokof’ev stesso ad elaborare la propria versione orchestrale.

Ad intermezzare un appuntamento prevalentemente dedicato all’idioma musicale yiddish, verrà eseguita la Prèmiere Rhapsodie per clarinetto solo accompagnato dal pianoforte, di Claude Debussy. Composta per gli esami della classe di clarinetto del Conservatorio di Parigi, Debussy realizzò successivamente la versione orchestrale dell’accompagnamento pianistico.

A seguire, un salto nella New York del compositore ebreo Abraham Ellstein (1907-1963), che dedicò una parte consistente della sua produzione musicale al teatro yiddish, con Chassidic Dance per clarinetto e orchestra, di cui verrà eseguita la versione cameristica con l’accompagnamento di pianoforte e quartetto d’archi. Testimonianza della forte attrazione dell’ebraismo americano ai parametri culturali ed estetici del Hassidismo e del folklore hassidico (senza necessariamente finalità teologico-religiose), questo brano consiste in una fusione fra una melodia di tipo hassidico (probabilmente di Ellstein) su modelli tradizionali con effetti tipici del clarinetto klezmer.

Una parentesi minimalista intermezzerà questa serata del Chigiana International Festival. Verrà eseguito New York Counterpoint (1985) di Steve Reich, nella versione per clarinetto amplificato e nastro magnetico. Diviso in tre movimenti (veloce, lento, veloce), fu ideato per esprimere la palpitante vivacità di Manhattan e si distingue per la sua capacità di imitare i suoni elettronici attraverso la strumentazione acustica. Sempre di Reich verranno eseguiti Wedding Dance e Der Gasn Nign nell’arrangiamento di Krakauer.

Si tornerà poi alle sonorità del mondo krezmer con il compositore argentino Osvaldo Golijov, il cui lavoro è particolarmente influenzato dalla musica klezmer e di cui verrà eseguito K’vakarat (1994), nella sua seconda versione per clarinetto e quartetto d’archi (la prima è per voce e quartetto d’archi).

Sempre rimanendo nella tradizione popolare ebraica, verranno eseguite le Rikudim (Dances) del compositore statunitense (ma di nascita austriaca) Robert Starer. Infine, a chiudere la serata, due brani tradizionali Klezmer arrangiati da David Krakauer stesso, Synagogue Wail e Der Heyser Bulgar.

Appuntamento  alle 21.15, presso il cortile del Rettorato dell’Università di Siena.

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