Luce che diventa suono

Il #ChigianaFest torna all’Abbazia di San Galgano.

di Silvia D’Anzelmo

Light turns into sound: this is the thread of #ChigianaFest 2017, an itinerary through different places, times and music with two special events dedicated to voice and light. In nomine lucis and O nata lux are the two concerts of the Guido Chigi Saracini Choir, accompanied tonight by the Orchestra of Tuscany, conducted by M° Lorenzo Donati.


 Luce che diventa suono. È questo il filo conduttore del #ChigianaFest di quest’anno: un itinerario che si snoda attraverso luoghi, tempi e musiche differenti. Due eventi speciali vedono la luce protagonista assoluta: In nomine lucis e O nata lux. A guidarci in questa esplorazione sonora è il  Coro della Cattedrale di Siena “Guido Chigi-Saracini” al quale stasera si unirà l’ Orchestra della Toscana, sotto la bacchetta del M° Lorenzo Donati.

Un percorso memorabile che attraversa i luoghi di bellezza della città e dei suoi dintorni. Maestose strutture sonore hanno invaso il Duomo di Siena ieri sera, inondando lo spirito degli ascoltatori. Un tempo magnificamente sospeso ha animato i racconti marmorei delle pavimentazioni, tra le voci del coro e il suono profondo dell’organo. Pace e armonia di suoni dentro, il caos del mondo fuori. Un pellegrinaggio sonoro e spirituale che prosegue nell’Abbazia di San Galgano, poco fuori le mura di Siena. L’appuntamento è per questa sera alle 22.00 tra le navate a cielo aperto della basilica templare, in una perfetta connessione tra musica e universo. 

Dalle polifonie vocali del cinquecento al misticismo novecentesco, passando per il luminoso barocco, il programma è dedicato agli autori che nei secoli hanno posto la luce al centro della loro poetica musicale: ricerca di luminosità che si intreccia alla spiritualità e alla preghiera e si ripete nei secoli. Una costante nella vita dell’uomo che si esprime attraverso la musica: componente fondamentale per manifestare questo anelito a un mondo altro.

Mentre In nomine lucis è ispirata all’omonima composizione per organo di Giacinto Scelsi, la serata del 7 agosto riprende l’intima preghiera O nata lux de lumine: un testo antico, di autore sconosciuto, cantato durante le lodi del mattino. Oltre a essere il tema conduttore del concerto, O nata lux è testo ispiratore per due degli autori della serata: Thomas Tallis e Morten Lauridsen. Un balzo temporale di quattro secoli, una mentalità e una resa musicale radicalmente diversa, accomunata però da una stessa sensibile ricerca di spiritualità. Due mottetti per coro che raccontano la trasfigurazione di Gesù, il momento in cui appare ai discepoli lasciando discendere su di loro la luce dello Spirito Santo. Un fuoco sacro che illumina l’intelletto e ridesta a nuova vita.

Altra preghiera, altro mottetto, altro tempo: Ave Verum Corpus K. 618, una delle pochissime composizioni sacre scritte da Wolfgang Amadeus Mozart nell’ultimo periodo della sua vita. Un brano che si spinge ben oltre quello che le esigue dimensioni lascerebbero supporre: uno stile sacro dalla disadorna semplicità, una scrittura musicale attentissima al significato della parola. Ricerca di timbri tersi e delicatamente sommessi che ne fanno un piccolo incanto.

Luce che irradia attraverso i secoli con declinazioni ora tenui ora raggianti, indagata nella purezza delle armonie, o nelle sovraccariche abbondanze del Barocco. È proprio il luminosissimo Magnificat di Antonio Vivaldi a predisporci alle tensioni estatiche del contemporaneo Arvo Pärt. L’agilità del fraseggio e la vivacità dei contrasti ritmici dell’esuberante Magnificat vengono sostituiti dalle linee asciutte della Berliner Messe: il limite estremo di questa ricerca sonora della luce divina.

Un’indagine complessa in cui il Coro “Guido Chigi-Saracini” diviene strumento perfetto nelle mani di Lorenzo Donati per l’espressione di una sacralità che irradia dall’uomo stesso e si propaga attraverso la voce.