Marmo per la musica. Guido Chigi e Vico Consorti

Giovedì 14 Gennaio 2016 ore 18.15
Duomo di Siena – Cripta
Luca Quattrocchi – Università di Siena; Laura Bonelli – Vernice Progetti Culturali

Bogotà, 14.8.1952
Caro, carissimo Conte […] non vedo l’ora di tornare (fra due anni) per fare il monumento a Chopin nel parco di Castelnuovo!!! Dopodomani sono 6 anni che abbiamo inaugurato la nostra Porta!!! L’abbraccia il suo cocco brutto. Vico Consorti

Siena, 21.8.1952
Caro, carissimo Cocco Bbbello […] Dio voglia che al suo ritorno possiamo mettere nel Parco di Castelnuovo Berardenga un bel ricordo al divo Chopin. Le scrivo da questo caravanserrail che anche quest’anno rigurgita d’Iscritti e ne ho di negri e di cinesi! […] Guido Chigi Saracini*

*Da Alla Corte d’Armonia. Immagini e testimonianze su Guido Chigi Saracini, a cura di Giuliano Catoni e Guido Burchi, Accademia Musicale Chigiana, Siena 2005, p.84.

Come i suoi celebri predecessori che nel Rinascimento avevano concorso per realizzare le porte del Battistero di San Giovanni a Firenze, lo scultore Vico Consorti era formato anche nel campo dell’oreficeria. Dopo un rapido avvio di carriera che negli anni ‘30 da Roma lo aveva portato a realizzare opere in tutta Italia, con l’inizio della Seconda Guerra Mondiale, Consorti fu costretto a stabilirsi con la famiglia a Siena. È in quegli anni che l’artista strinse un intimo rapporto di amicizia con Guido Chigi Saracini, presto divenuto suo committente e mecenate.
La gravissima polmonite contratta dal Conte molti anni prima, durante il servizio volontario sul fronte della Grande Guerra, era all’origine di un voto solenne: se Guido fosse tornato salvo a casa, avrebbe espresso un segno di riconoscenza alla Madonna che si venera nella Cappella Chigiana del Duomo di Siena. Per questo nel 1927 commissionò ad Arturo Viligiardi la statua in bronzo che porge una lampada accesa alla sacra effigie della Patrona di Siena.
La stessa riconoscenza, questa volta per la salvezza di Siena dagli orrori del secondo conflitto mondiale, spinse Guido Chigi Saracini a chiedere a Vico Consorti di realizzare una porta di bronzo da collocare “nell’angolo chigiano del Duomo senese”, e che sarebbe stata inaugurata il 16 agosto del 1946. Questa sarà per Consorti solo la prima di cinque porte monumentali prodotte in pochi anni, compresa la Porta Santa della Basilica di San Pietro che dal 1950 viene aperta dai Pontefici in occasione dei Giubilei.
Sulla scia del successo, lo scultore decise di spostarsi in Sud America. Ma i rapporti con Guido Chigi non si interruppero: Consorti tornerà in Italia nel 1957, e dal 1959 al 1965 realizzerà per lui i ritratti marmorei di Chopin, Vivaldi, Verdi, Bellini, Donizetti, Boito, Celio e Claudio Saracini, ospitati nei giardini della Villa Chigi di Castelnuovo Berardenga.

Ci ritroveremo nella cripta del Duomo, a pochi passi da quell’ “angolo chigiano”, e insieme a Luca Quattrocchi e Laura Bonelli proveremo a far parlare il marmo e il bronzo scolpiti da Consorti per Guido Chigi Saracini, perché i loro profili ci rivelino i termini di un dialogo fra la scultura e la musica, fra un artista e il suo committente. E forse scopriremo in che modo lo scultore fosse riuscito a conquistare il Conte, interpretandone pulsioni, preghiere desideri, sogni musicali, per plasmare le forme che potessero fissarli in eterno.

L’appuntamento è realizzato in collaborazione con l’Opera della Metropolitana di Siena.

L’ingresso è gratuito fino ad esaurimento posti. Si consiglia di prenotare al numero 0577.220927 o all’indirizzo email amministrazione@chigiana.it.

Stefano Jacoviello