Collezioni

La collezione Chigi Saracini contiene circa 12000 oggetti in larga parte di proprietà della Fondazione Accademia Chigiana e della Banca Monte dei Paschi di Siena. Si tratta di pitture, sculture, suppellettili, mobili, grafica, ceramiche, porcellane, oggetti di arredo, di antiquaria, costumi, medaglie, monete. La raccolta è divisa sostanzialmente in tre grandi nuclei: il primo appartenente al gusto collezionistico di Galgano Saracini, la seconda all’erudizione romantica e accademica di suo figlio Alessandro e la terza al mecenatismo di Guido Chigi incentrato più sulla contemporaneità. Fin dalla sua primitiva sistemazione gli oggetti sono collocati nelle antiche stanze, chiamati “Salotti” alcune arricchite di tappezzerie di gusto rinascimentale con eleganti tendaggi e colorati lampadari  di gusto veneto e pavimenti dipinti. Alle pareti, opere provenienti da varie aree culturali: fiorentini, lombardi, romani, veneti.

Si ritrovano interessanti dipinti di Bernardo Strozzi, Giorgio Vasari, Filippo Napoletano e Francesco Furini oltre a splendide nature morte fiamminghe.  La quadreria, dove per espresso desiderio del fondatore dell’Accademia ancora oggi vengono effettuate le lezioni agli allievi della scuola, è il nucleo più imponente  e di maggiore rilevanza. I quadri, interamente di scuola senese, sono sistemati alle pareti in file sovrapposte anche di quattro ordini. I soggetti variano da scene di genere, sacri e religiosi, storici e mitologici, con ritratti e autoritratti con particolare predilezione per gli artisti senesi del Cinque Seicento. Le pale sono affiancate a stendardi processionali, cibori sezionati, crocefissioni, deschi da parto, cataletti, spalliere e lettiere per una totale esemplificazione della funzionalità dell’opera d’arte.

Seguendo la moda delle antiche quadrerie settecentesche la raccolta comprende anche mobili intarsiati dove sono collocati stipi, sculture classiche, antiquaria e Naturalia. Fra le opere più note si ricorda l’Adorazione dei magi di Stefano di Giovanni detto “il Sassetta”, Sano di Pietro, Francesco di Giorgio Martini, Domenico di Pace detto “il Beccafumi”, Giovanni Antonio Bazzi detto “il Sodoma”, Marco Pino, Andrea del Brescianino, Francesco Vanni, Alessandro Casolani, Rutilio Manetti, Bernardino Mei. Estremamente interessante appare la ricostruzione dello Studiolo dove assieme ad antiche terracotte ed urne etrusche, bronzetti e cineserie si ritrovano mirabilia di ogni tipo da meteoriti a pietre paesine, faesiti,  onici lavorate e uccelli impagliati.