Il Museo degli strumenti musicali

Fra le imponenti trasformazioni e gli adattamenti a cui il Conte Guido Chigi, attraverso l’estrosa fantasia di Arturo Viligiardi, sottopose il Palazzo Saracini poco dopo averlo ereditato nel 1906, vi fu anche quella relativa a tre stanze adiacenti al Salone dei Concerti che furono sistemate e attrezzate per accogliere gli strumenti musicali di sua proprietà. Negli anni, queste tre salette vennero arricchite con numerosi nuovi esemplari, trasformando quell’area del Palazzo in un vero e proprio Museo degli strumenti musicali.

Il nucleo originario della collezione è costituito da un gruppo di strumenti ad arco, costruito dal liutaio milanese-cremonese Leandro Bisiach fra il 1903 e il 1915 che il Conte Guido Chigi Saracini gli commissionò e che rappresentano ancora oggi, nella loro singolarità, una parte importante del Museo. La collezione, ampliata dal Conte sia per nuovi acquisti, sia per donazioni, comprende, tra gli altri, strumenti a fiato, a tastiera, popolari.

A partire dagli anni Ottanta del secolo scorso l’Accademia Chigiana affrontò un rinnovamento degli spazi, dato che la sistemazione originaria del Museo era diventata inadeguata. Con la preziosa consulenza del professor Vinicio Gai e dell’architetto Marco Tiella venne intrapreso il restauro degli strumenti, mentre allo studio di architettura Nepi-Terrosi fu commissionato un progetto per la nuova sistemazione dei locali e per i nuovi mobili espositori, nel rispetto delle più aggiornate regole di conservazione e di sicurezza.

Nel 1995 venne inaugurato il Museo nella sua nuova configurazione.

Tra gli strumenti conservati nel Museo si contano l’eccezionale clavicembalo costruito nel 1515 da Vincentius – ad oggi il più antico strumento del genere esistente al mondo –, un violoncello di Antonio Stradivari, una viola e un violoncello di Nicola Amati, un violino di Mattia Albani, un violino di Cammilli. Al di fuori degli ambienti del Museo, l’Accademia Chigiana conserva altri strumenti storici, tra cui il pianoforte Bechstein appartenuto a Liszt e ben due organi, il maggiore dei quali troneggia sulla galleria del Salone dei Concerti.

Il processo di arricchimento della collezione chigiana di strumenti musicali è comunque proseguito nel tempo:

  • un pianoforte “a tavolo” costruito nel 1837 circa dalla ditta Érard di Parigi, appartenuto a Pietro Mascagni e donato dal discendente del celebre musicista, Dottor Edoardo Farinelli;
  • una viola d’amore appartenuta al violista Dino Asciolla e donata da Valeria Mariconda;
  • una viola attribuita a Testore, donata all’Accademia dal Maestro Aldo Bennici, che attualmente è in prestito a Daniel Palmizio, giovane talento chigiano che la suona in tutto il mondo e con la quale ha vinto tra l’altro il Concorso Internazionale di Budapest;
  • un Glockenspiel donato dal Professor Piero Melograni;
  • un mandolino di scuola napoletana donato dal Professor Antonino Tumeo;
  • un clavicembalo costruito nel 1912 dalla ditta Pleyel di Parigi, donato dal pianista Stelio Maroli, già collaboratore dell’Accademia Chigiana. Stelio Maroli ci ha donato anche un importante fondo musicale, già catalogato e inserito nella nostra biblioteca.

La collezione di strumenti storici dell’Accademia Chigiana conta oggi una novantina di esemplari.

Nel 1995, in occasione dell’inaugurazione dei nuovi locali, fu pubblicato un catalogo dettagliato.

Il Museo è aperto al pubblico e fa parte del percorso di visite guidate a Palazzo Chigi Saracini.