Sulle sfumature dell’animo umano

di Ilaria Rossi

Questa sera, ore 21.15 alla Chiesa di S. Agostino (Siena), il Chigiana International Festival and Summer Academy 2019 accoglierà un intenso dialogo tra linguaggi artistici: Alvise Vidolin e Nicola Bernardini (live electronics) delineeranno insieme a Tiina Osara (live action painting) La Natura dell’Anima con le musiche di Varèse e Xenakis.

Tonight, 9.15 pm, the Chiesa di S. Agostino (Siena) will host a dialogue between different languages: Alvise Vidolin and Nicola Bernardini (live electronics) will meet Tiina Osara (live action painting) to picture The Soul’s Nature (La natura dell’Anima) through the music of Edgard Varèse and Iannis Xenakis. #ChigianaFest

 

Un dialogo polisemantico, un incontro da ascoltare e osservare quello di stasera.

Non è la prima volta che musica e pittura si incontrano all’Accademia Chigiana: già da tre anni l’artista finlandese Tiina Osara da vita a performance suggestive, trasmutando con l’estemporaneità della sua arte alcuni concerti del ChigianaFest. Quest’anno lo fa insieme all’elettronica di Alvise Vidolin e Nicola Bernardini, già docenti del seminario di Live Electronics, Sound and Music Computing. Sarà l’occasione preziosa per addentrarsi nelle architetture musicali di Poème Électronique di Edgard Varèse (1883-1965) e della Légende d’Eer di Iannis Xenakis (1922-2001).

Non possiamo che aspettarci un vivace e fecondo interplay tra le pennellate, i colori e il gesto di Osara e i timbri, le sonorità di Vidolin e Bernardini: un discorso a due voci – sebbene siano tre gli effettivi dialoganti – fatto di calcolo e ratio (la musica elettronica) come di sensazioni, istinti e impressioni non-progettuali (l’espressionismo astratto).

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Ad aprire il concerto è proprio un brano che nacque come parte di una più vasta esperienza intermediale: Poème Électronique è – insieme a Concret PH di Iannis Xenakis – uno dei brani commissionati dall’architetto Le Corbusier per il Padiglione Philips dell’Esposizione Universale di Bruxelles del 1958. Sfruttando il particolare andamento dell’architettura – slanciato verticalmente in curve iperboliche – i tre diedero vita a una vera e propria celebrazione del progresso tecnologico dell’uomo. Possiamo solo provare a immaginare cosa volesse dire attraversare lo spazio fisico-sonoro-visivo creato da questo involucro di percezioni dalla forma così originale: camminare tra luci, proiezioni di fotografie in bianco e nero ed essere letteralmente invasi dalle sonorità elettroniche di Xenakis e Varèse.

Seppur breve – il pezzo dura 8 minuti circa – troviamo condensati nel Poème una pluralità di entità sonore a noi più o meno familiari: campane, rumori metallici e di superfici raschiate, percussioni, sirene, aeroplani e voci umane provenienti da echi lontanissimi. È a diritto anche questa una parte della Natura dell’Anima umana a cui è intitolato il concerto di stasera: i suoni della quotidianità entrano a far parte della musica come espressione viva e attuale del tempo presente.

Altrettanto “naturale” è il collegamento con Iannis Xenakis, di cui ascolteremo stasera La Légende d’Eer (1977). Presenza fondamentale in questa edizione del ChigianaFest 2019 “Out of Nature”, la sua musica è la risultante delle molteplici sfaccettature dell’uomo-Xenakis: ingegnere immerso nel fascino formale e astratto della matematica, architetto e compositore alla continua ricerca di intrecci tra le discipline.

Xenakis

Una prima versione della Légende venne scritta nel 1977 a Darmstadt ed eseguita al Planetario di Bochum; quella definitiva fu inserita all’interno dell’installazione multimediale “Diatope” per l’inaugurazione del Centre Georges Pompidou di Parigi (architetti: Richard Rogers e Renzo Piano). Il pezzo, per nastro ad otto piste, prende le mosse da elementi di origine matematica e geometrica; diversi testi andavano ad integrare l’esperienza polisensoriale di luci, colori e spazi: tra questi sicuramente cruciale è il mito narrato da Platone nel libro X della Repubblica ovvero la metemsomatosi – ovvero la trasmigrazione dell’anima – del valoroso Er, morto in battaglia e miracolosamente risvegliatosi prima del rituale rogo, pronto a raccontare ciò che aveva visto nell’aldilà.

Vi aspettiamo questa sera alla Chiesa di S. Agostino per “vivere” la dinamicità di legami che ci riguardano da vicino: quelli tra espressioni artistiche apparentemente lontane – come musica e action painting – come quelli tra il logos e la parte emotiva, istintuale di ogni animo umano.