TRADIRE LE RADICI NELLA MUSICA

Progetto a cura di Stefano Jacoviello

Tradire, tradurre e tradizioni sono parole che hanno quasi le stesse radici, e significati che le legano: non si può comunicare la propria identità senza tradurla nel linguaggio dell’altro, consumando così un tradimento inevitabile verso ciò da cui si proviene. Le tradizioni, d’altro canto, non sono altro che immagini del passato fabbricate al presente per proteggerle, conservarle e regalarle al futuro.
In questa nuova serie di appuntamenti incontreremo artisti convinti di poter trovare nuove sonorità esplorando le loro radici musicali e tradendole, perchè i tronchi della tradizione possano ancora germogliare.

Fra tutte le arti, la musica è costretta a vivere solo nel presente. Talvolta il suo passato è troppo arido di testimonianze per riportarlo in vita. Dunque bisogna cercarne le tracce nelle sue sopravvivenze popolari, come fa chi deve reinventare il suono delle corti rinascimentali.
Ma il passato tradito non è sempre poi così lontano, e si fa raccontare con le musiche che hanno accompagnato i balli appassionati dei braccianti emiliani o le emozioni private della borghesia piemontese. A volte, come in Salento, la catena delle generazioni si rompe e bisogna ricominciare dallo stormire delle fronde degli ulivi per ritrovare il ritmo della culla, o della danza.
Attraversando terre e mari, di mano in mano e di voce in voce, gli strumenti si trasformano e i canti si traducono. Portano con sé il bagaglio di tutte le storie raccontate, impigliate fra le corde di un violoncello, o di una chitarra che si modifica col paziente lavoro di un artigiano visionario. Fra quei canti può capitare di risentire le parole antiche usate dai profeti per confortare umili necessità quotidiane.

Tradire le radici nella musica” è l’unica possibilità che abbiamo per riascoltare oggi il suono e il senso delle origini che ancora ci riguardano.

Prima di ogni evento, l’Enoteca Italiana offrirà al pubblico una degustazione di vini provenienti dagli stessi territori delle musiche che verranno suonate. Musica e vino diventano i motivi di un incontro con la bellezza e con un’identità, la nostra, da gustare, da guardare, da ascoltare.

Tradire le radici nella musica” è un’iniziativa dell’Accademia Musicale Chigiana realizzata insieme al Santa Chiara Lab, in collaborazione con l’Enoteca Italiana e con il supporto di: Università degli Studi di Siena, Comune di Siena, Fondazione Monte dei Paschi di Siena, Fondazione Toscana Spettacolo onlus, Siena Jazz.

Ascolto libero – Ingresso gratuito a tutti gli eventi eccetto il *6 Aprile (€5)

IL PROGRAMMA

Giovedì 9 febbraio ore 18.30
Palazzo Chigi Saracini
Frottole sul passato
Viva BiancaLuna Biffi|viola d’arco, voce

Giovedì 23 febbraio ore 21
Palazzo Chigi Saracini
Radici
Gianni Coscia|fisarmonica

Mercoledì 1 marzo ore 21
Auditorium Santa Chiara
Notturno Salentino
Valerio Daniele|chitarre ed elettronica
Ninfa Giannuzzi|voce
Giorgio Distante|tromba ed elettronica

Giovedì 16 marzo ore 21
Palazzo Chigi Saracini
Oltre l’Adriatico
“URA”
Redi Hasa|violoncello
Maria Mazzotta|voce

Giovedì 23 marzo ore 21
Palazzo Chigi Saracini
Isole Inaudite
Paolo Angeli|chitarra sarda preparata

Giovedì 6 aprile ore 21
Teatro dei Rinnovati
Denominazione di origine popolare*
I violini di Santa Vittoria|quintetto d’archi

Giovedì 20 aprile ore 21
Auditorium Santa Chiara
David Lazzaretti: profezie sull’Amiata
“NEWS BORDER ENSEMBLE”
Mirco Mariottini|direzione
Giovanni Falzone|tromba
Marco Baliani|voce fuori campo