Una notte a Palazzo. Musiche e dipinti dal Quattro al Settecento

REPLICA STRAORDINARIA

Giovedì 10 Marzo 2016 ore 21
Palazzo Chigi Saracini
Madrigalisti Senesi. Elisabetta Miraldi direttore

VIII. Rispose il Magnifico:- Poich’io posso formar questa donna a modo mio […] nel danzar non vorrei vederla usar movimenti troppo gagliardi e sforzati, né meno nel cantar o sonar quelle diminuzioni forti e replicate, che mostrano più arte che dolcezza; medesimamente gli instrumenti di musica che ella usa, secondo me, debbono esser conformi a questa intenzione. Imaginatevi come disgraziata cosa saria veder una donna sonare tamburri, piffari o trombe, o altri tali instrumenti; e questo perché la loro asprezza nasconde e leva quella soave mansuetudine, che tanto adorna ogni atto che faccia la donna. Però quando ella viene a danzar o far musica di che sorte si sia, deve indurvisi con lassarsene alquanto pregare e con una certa timidità, che mostri quella nobile vergogna che è contraria della impudenzia.

LXI. Il Bembo pur cercava di por fine al ragionamento, ma la signora Duchessa lo pregò che dicesse; ed esso così ricominciò: […] Così come udir non si po col palato, né odorar con l’orecchie, non si po ancor in modo alcuno fruir la bellezza né satisfar al desiderio ch’ella eccita negli animi nostri col tatto, ma con quel senso del quale essa bellezza è il vero obietto, che è la virtù visiva. Rimovasi adunque dal cieco giudicio del senso e godasi con gli occhi quel splendore, quella grazia, quelle faville amorose, i risi, i modi e tutti gli altri piacevoli ornamenti di bellezza; medesimamente con l’audito la suavità della voce, il concento delle parole, l’armonia della musica (se musica è la donna amata); e così pascerà di dolcissimo cibo l’anima per la via di questi dui sensi, i quali tengon poco del corporeo e sono ministri della ragione, senza passar col desiderio verso il corpo ad appetito alcuno men che onesto. Appresso [il cortegiano] osservi, compiaccia ed onori con ogni riverenzia la sua donna e più che se stesso la tenga cara, e tutti i commodi e piaceri suoi preponga ai propri, ed in lei ami non meno la bellezza dell’animo che quella del corpo.
Baldassarre Castiglione, Il libro del Cortegiano, Venezia 1528

Come ospiti a palazzo di un Magnifico Signore in una notte di secoli fa, passeggiando per le stanze potremo meditare su bellezza e amore, lasciando che la vista contenda all’udito la conquista del piacere. Ad animare le stanze in cui preziosi dipinti riposano nella penombra, incontreremo le voci dei Madrigalisti Senesi, ensemble vocale fondato come Madrigalisti dell’Accademia Chigiana nel 1949 (primo concerto nel 1950) dal Conte Chigi Saracini per il recupero e l’esecuzione della musica rinascimentale, ancora oggi attivo.

Musiche di Azzaiolo, Monteverdi, Morley, Vecchi, Donato, Marenzio, Scandello, Willaert, Palestrina, Certon, Gastoldi, Giardini, Lasso, Banchieri, Susato, eseguite dai Madrigalisti Senesi.
Dipinti di Beccafumi, Sodoma, Rustici, Manetti, Riccio e altri della Collezione Chigi Saracini.

Didascalie immagini
Dalla Collezione Chigi Saracini:
Rutilio Manetti Giuocatori e suonatori al lume di candela, 1620-26; olio su tela;
Rutilio Manetti Sonata da Camera, 1631-33; olio su tela.

Stefano Jacoviello